Allenamento di forza e camminata nel diabete di tipo II

Illustrazione del sistema digestivo con focus sul pancreas, con frecce e cerchi che mostrano il flusso di sostanze attraverso un vaso sanguigno. In basso, il testo 'ALLENAMENTO E CAMMINATA NEL DIABETE DI TIPO II' e il logo di Scienze Motorie.com
26 settembre 2023

Il diabete mellito di tipo 2, diabete dell’adulto, è una malattia cronica non trasmissibile caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue ed è dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina.

Il diabete di tipo 2 è fortemente correlato a sovrappeso e obesità, scorretta alimentazione, sedentarietà e condizioni socio-economiche svantaggiate. Da ciò si evince che in parte, quest’ultimo è prevenibile attraverso interventi sull’ambiente di vita e azioni che favoriscano la modifica degli stili di vita delle persone a rischio, in particolare per quel che riguarda l’alimentazione e l’attività fisica.

Nel 2021 l’International Diabetes Federation (IDF) ha calcolato che oltre 530 milioni di persone nel mondo tra 20 e 79 anni sono diabetiche.

Ruolo della cultura nell’esercizio fisico

Andando al punto della situazione, molto spesso oggi, il fattore “contesto” ha un ruolo a dir poco necessario per stabilire lo status benessere nel soggetto diabetico.

La parola “cultura” viene dal latino “cultura” che ha il significato di “coltivare, custodire, aver cura” e fu intorno al 1500 d.C. che la parola iniziò ad essere utilizzata nel significato figurato di “coltivare attraverso l’istruzione” ed è stato solo nella metà
del Diciannovesimo secolo che quella parola è stata collegata ai concetti di usanze e tradizioni collettive e di stili di vita delle diverse società.

La cultura è tramandata di generazione in generazione, in questi passaggi incorpora elementi nuovi e ne scarta altri.

Con l’avanzare dei tempi e della tecnologia, oggi il concetto di “cultura fisica” sta cominciando finalmente a farsi strada.

Nel passato, non c’era una certa conoscenza sia scientifica, tecnologica che pratica sul fattore movimento ed esercizio fisico di come la viviamo oggi. Certo, lo stile di vita era differente: c’era più manodopera e meno dipendenza dall’uso della tecnologia per
gli spostamenti, più contatto diretto.

Quindi il fattore contesto gioca un ruolo fondamentale nella cultura fisica, lasciando spazio a tempi evolutivi che mettono in primo piano il benessere psicofisico della persona seguendo una metodologia scientifica, nell’ambito del movimento, ben strutturata.

Andando nello specifico, la cultura fisica è intercorrelata con il benessere della persona.

Difatti quest’ultima è direttamente proporzionale al grado di cultura che si ha della percezione del corpo e del movimento. Questo si intende quindi, un certo grado di consapevolezza e padronanza del proprio corpo durante l’esercizio fisico.

Ancora oggi, la non cultura fisica porta tendenzialmente le persone al movimento “fai da te”, programmandosi delle attività fisiche senza conoscenza delle conseguenze delle proprie azioni, portando a risultati inefficaci se non anche a rischi di cadute e/o
rotture osteo-articolari e danni muscolari, costringendosi al riposo e al continuo perpetuarsi della malattia dovuta alla sedentarietà.

Molti ricorrono alla camminata fai da te come unica soluzione di allenamento, o ad uso inappropriato di strumenti a casa come tapis roulant, cyclette senza una struttura metodologica specifica e guidata.

Difatti, la scienza oggi ci dice che non basta solo un allenamento di tipo cardiovascolare per prevenire e/o ridurre i livelli di glucosio nel sangue per stabilire la glicemia, ma è necessario seguire una metodologia di allenamento basata sull’utilizzo della forza muscolare.

Due RCT (studio controllato randomizzato ) di grandi dimensioni hanno dimostrato che l’allenamento combinato offre benefici addizionali se confrontato con le due forme di allenamento da sole. Nel Diabetes Aerobic and Resistance Exercise (DARE),
l’allenamento combinato ha prodotto una riduzione significativamente maggiore dell’HbA1c (emoglobina glicata ovvero la media nel tempo della glicemia), rispetto al lavoro aerobico o di forza da soli.

La persona diabetica è nella stragrande maggioranza dei casi più sedentaria e meno fisicamente attiva della popolazione generale, quindi imperativo è modificare lo stile di vita, interrompendo il tempo sedentario con brevi periodi di attività fisica (cammino e/o esercizi calistenici), riducendo il tempo sedentario riallocandolo in attività fisica di intensità lieve-moderata (cammino, attività della vita quotidiana) e diventando fisicamente attivi con attività fisica/esercizio fisico di intensità moderato-vigorosa, meglio se combinato aerobico e forza.

Una nuova cultura fisica emerge dalla scienza sul ruolo importante che riveste l’allenamento di forza combinato con quello di tipo aerobico e non trascorrendo il tempo a spese esclusive di lunghe camminate senza efficienti risultati.

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Prevenziione alle cadute e riprogrammazione dell'equilibrio del Dott. Riccardo Barigelli Calcari
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