Edsel Bittencourt

PERCORSO:

Medico Specialista in Medicina Interna, da circa 20 anni si occupa di Medicina Integrata, avendo affiancato agli studi convenzionali un solido percorso universitario e privato accreditato nell’ambito della Medina Riabilitativa e Manuale, della Riflessoterapia, dell’Agopuntura, sia Somatica che Auricolare, della Posturologia, della PNEI e della Neuromodulazione.

Dal 2005 al 2015 ha svolto un Training personale e professionale con Tommaso Traetta nell’ambito dell’Analisi Bioenergetica e delle Metodologie Psico-Corporee.

È stato impegnato come Docente e Responsabile del modulo di Caratterologia e Psicosomatica Posturale presso il Master in Posturologia e Biomeccanica dell’Università degli Studi di Palermo, dove ha curato, dal 2012 al 2017, il Coordinamento didattico internazionale, in qualità di Vice-presidente di Posturalab italia e Responsabile delle Relazioni Internazionali della stessa Università.

Nel 2017 gli viene aggiudicato il premio della Federazione Italiana delle Società di Agopuntura FISA per la sua tesi inerente il ruolo dell’Agopuntura nelle patologie stress-correlate e le correlazioni tra PNEI e Medicina Tradizionale Cinese.

Ideatore della “Neuromodulazione Fasciale”, Fondatore e Presidente della AIRNP, Vice- Presidente della International Auricular Neuromodulation Academy IANMA, Vice-Presidente della Società Italiana di Riflessoterapia Agopuntura Auricoloterapia SIRAA, da oltre 10 anni è impegnato come Conferenziere in numerose Istituzioni italiane ed internazionali sui temi inerenti la Medicina Integrata e le Patologie Stress-correlate in ambito Internistico e Riabilitativo.

Dal 2006 anni è Docente presso il Master in Posturologia dell’Università Sapienza di Roma . Attualmente è inoltre Docente di ruolo presso la scuola di Agopuntura CSTNF di Torino, La Scuola di Osteopatia Chinesis IFOP di Roma e presso Istituzioni formative Internazionali, quali la Escola de Postura Brasil di Rio de Janeiro e l’Istituto Salgado di S. Paulo in Brasile, Orlando in Florida e Porto in Portogallo.

Giacomo Catalani:
“Come vi siete conosciuti?”
Gianluca Bianco:

“Qualche mese ho scritto un articolo per una rivista internazionale, un lavoro open accesso che è stato scaricato da tantissimi professionisti nel mondo. Il nome dell’articolo riflette il nome della metodologia su cui sto lavorando da anni cioè neuromodulazione fasciale o neuromodulazione miofasciale.

Per metterlo in piedi mi sono basato ovviamente su dati della letteratura scientifica e mi ero imbattuto a un certo punto della mia ricerca sui lavori scientifici di Peter Dosch, che è praticamente il capo della medicina riabilitativa della Mayo clinic che come detto rappresenta un’istituzione.

Dosche per me ho cominciato a rappresentare un riferimento incredibile perché nei suoi lavori lui spiegava finalmente il meccanismo d’azione dell’agopuntura e proponeva una metodologia operativa basata molto sui meridiani rispetto ad altre scuole di agopuntura.

Circa un mese fa sono stato invitato a un convegno a Orlando patrocinato proprio dalla Mayo clinic e ho presentato il mio lavoro. La sera stessa sono stato invitato a cena dal dottor Bittencourt e devo dire che questo episodio è sicuramente il migliore che mi sia capitato in questo periodo della vita perché ci siamo trovati in accordo praticamente su tutto ed è nato quindi un entusiasmo incredibile che sta portando alla nascita di un modello unico, frutto dei nostri lavori, che stiamo portando in giro per il mondo.”

Giacomo Catalani:
“Come nasce questo nuovo approccio legato all’agopuntura e alla fascia?”
Edsel Bittencourt:

“Nel modulo di osteopatia che lui ha seguito c’è tutto un uno studio sulle catene miofasciali. Lui nella Mayo Clinic ha conosciuto Peter Dosch perché appunto è l’autore di questi lavori a cui io sto appresso da tempo che contemporaneamente faceva uno studio di osservazione del punti trigger della sindrome miofasciale descritta da Travel e Simmons. Hanno quindi unito le forze nel creare un overlapping, una metodologia descrittiva di quello che succede nella stimolazione di questi trigger points contemporaneamente nella osservazione di cosa avviene a livello di queste catene miofasciali che lui aveva già studiato.”

Giacomo Catalani:
“Quali sono le casistiche su cui lavorate maggiormente e quali sono i risultati?”
Edsel Bittencourt:

“Edsel ha avuto il privilegio di lavorare molto in ambito sportivo e di essere anche stato invitato alle olimpiadi di Rio per presentare il suo lavoro. Le cliniche Mayo vedono circa 40 mila persone al giorno quindi lui lavorava dalle 8 di mattina alle 8 di sera vedendo decine e decine di pazienti per cui la casistica era molto ampia, dalla cefalea a problematiche all’apparato locomotore che erano le più rappresentate però poi anche problematiche di tipo viscerale gastrico intestinali quindi non c’è limite in effetti.”

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