Doppio e singolare: profilo di carico e adattamento della seduta atletica

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Redazione Scienze Motorie
Doppio e singolare: profilo di carico e adattamento della seduta atletica
05 ottobre 2026

Molti giocatori agonisti alternano singolare e doppio nello stesso torneo, a volte nella stessa giornata. Eppure la seduta atletica viene spesso programmata come se il "tennis" fosse un'unica specialità. Questo articolo propone un modello di ragionamento per il preparatore: descrivere il profilo di carico delle due specialità, riconoscere ciò che la letteratura sostiene e ciò che resta da dimostrare, e tradurlo in scelte di seduta.

Perché distinguere le due specialità

Il singolare è stato studiato in modo approfondito. Le revisioni di Kovacs (Sports Medicine, 2007) e di Fernandez-Fernandez, Sanz-Rivas e Mendez-Villanueva (Strength and Conditioning Journal, 2009) lo descrivono come uno sport intermittente: sforzi brevi e ad alta intensità, alternati a recuperi tra un punto e l'altro e ai cambi di campo, sostenuti nel tempo da un importante contributo aerobico. La durata dei punti, il rapporto lavoro/pausa e le risposte fisiologiche variano con il livello, la superficie e lo stile di gioco.
Grafico durata scambio e recupero nel singolare
Figura 1. Intervalli di durata dello scambio, del recupero tra i punti e delle pause più lunghe nel singolare, come riportati da Fernandez-Fernandez, Sanz-Rivas e Mendez-Villanueva (2009). Le barre mostrano l'intervallo pubblicato, non una media.
Una revisione sistematica con meta-analisi più recente quantifica il quadro per il livello internazionale: lo scambio dura in media 5,5 secondi negli uomini e 6,4 nelle donne, e il tempo effettivo di gioco è circa un quinto della durata dell'incontro (Pluim e coll., 2023).
Grafico durata media scambio e tempo effettivo di gioco Pluim 2023
Figura 2. Durata media dello scambio e tempo effettivo di gioco nel singolare di livello internazionale, su tutte le superfici. Pluim e coll. (2023). Barre: media; baffi: intervallo di confidenza al 95%.
Sul doppio la letteratura è più scarsa. È quindi più corretto parlare di ipotesi operative che di dati consolidati. Dall'osservazione del gioco e dalle regole emergono comunque alcune differenze strutturali:
  • Spazio da coprire per giocatore ridotto rispetto al singolare, con più gioco a rete e spostamenti brevi.
  • Maggiore frequenza di azioni esplosive brevi: split step, reazioni a volée, scatti laterali di pochi metri, intercettazioni.
  • Formato più breve in molti circuiti, grazie al punto decisivo (no-ad) e al match tie-break al posto del terzo set.
  • Ruoli diversi tra giocatore a rete e giocatore a fondo, che modificano la distribuzione del carico all'interno della stessa partita.

Le percentuali precise (durata media dei punti nel doppio, metri percorsi per game, numero di cambi di direzione) richiedono una fonte specifica per categoria e livello. In assenza di dati affidabili, il preparatore dovrebbe raccogliere i propri: video, GPS indoor dove possibile, o semplici conteggi.

Profilo di carico: cosa cambia in pratica

Componente metabolica

Doppio a rete: reattività e spostamenti brevi
Nel doppio il gioco a rete concentra il lavoro su reattività e spostamenti brevi.

Nel singolare la componente aerobica sostiene la capacità di recuperare tra i punti e di mantenere la qualità tecnica nei set lunghi. Nel doppio la durata complessiva è spesso minore e gli spostamenti sono più brevi. Il carico metabolico per partita è quindi plausibilmente inferiore, anche se va verificato caso per caso con indicatori interni come frequenza cardiaca e RPE.

Componente neuromuscolare

Il doppio concentra il lavoro su reattività, accelerazioni brevi e controllo posturale in posizione bassa, soprattutto a rete. Le richieste eccentriche delle frenate e dei cambi di direzione restano rilevanti in entrambe le specialità. Nel singolare, però, si sommano su distanze maggiori e su un numero di colpi più alto.

Arto superiore

Nel doppio il servizio e la risposta pesano molto sull'esito dei punti, ma ogni giocatore serve circa la metà dei game di servizio della coppia. Le volée richiedono stabilità di polso e gomito con colpi brevi e frequenti. Il volume totale di colpi per giocatore non è automaticamente più basso o più alto: dipende dalla durata della partita e dal ruolo.

Adattare la seduta atletica

Principio di base: programmare sulla giornata reale

Il punto di partenza è il carico cumulato della giornata, non la singola specialità. Un giocatore che disputa singolare e doppio nello stesso giorno ha un carico totale più alto di chi gioca un solo incontro. La seduta atletica, se prevista, va ridimensionata di conseguenza. Il metodo della session-RPE (Foster et al., Journal of Strength and Conditioning Research, 2001), che moltiplica la durata per la fatica percepita, è uno strumento semplice per sommare match, allenamento tecnico e lavoro atletico in un'unica unità di misura.

Atleta prevalentemente doppista

  • Priorità: reattività, primo passo, split step a tempo, spostamenti laterali brevi, controllo del baricentro basso.
  • Forza: mantenere un lavoro di forza degli arti inferiori, con particolare attenzione alla componente eccentrica e isometrica in posizione semi-accosciata.
  • Condizionamento: lavoro intermittente con intervalli brevi. Il volume aerobico è meno centrale rispetto al singolarista, ma non va eliminato perché sostiene il recupero tra le partite.
  • Arto superiore: stabilità scapolare e cuffia dei rotatori, con attenzione al servizio, che resta un gesto ad alto carico.

Atleta prevalentemente singolarista

  • Priorità: capacità di ripetere sforzi intermittenti, resistenza specifica, efficienza di spostamento su distanze maggiori.
  • Forza e potenza: sviluppo della catena cinetica dal basso verso l'alto, coerente con il modello descritto da Kibler per l'arto superiore.
  • Condizionamento: alternare lavoro intermittente specifico a richiami aerobici, secondo la fase della stagione.

Atleta che gioca entrambe le specialità nel torneo

  • Prima del torneo: mantenere qualità neuromuscolare e forza con volumi contenuti, senza introdurre stimoli nuovi.
  • Durante il torneo: le sedute diventano di attivazione e mantenimento (mobilità, attivazione, brevi stimoli reattivi). Se il carico di gara è elevato, la seduta può essere sostituita da un lavoro di recupero.
  • Tra i turni: dare priorità a sonno, alimentazione e idratazione rispetto al lavoro atletico aggiuntivo.

Monitoraggio minimo consigliato

  1. Durata effettiva di ogni incontro e di ogni allenamento in campo.
  2. RPE di seduta raccolto circa 30 minuti dopo la fine.
  3. Indicatori soggettivi di benessere (sonno, dolenzia, umore) prima della seduta.
  4. Segnali locali: dolore alla spalla, al gomito o alla zona addominale, da annotare e non normalizzare.

Il concetto di rapporto tra carico acuto e cronico, discusso da Gabbett (British Journal of Sports Medicine, 2016), è utile come promemoria: evitare picchi improvvisi rispetto al carico abituale. I limiti metodologici di questo indicatore, però, sono stati oggetto di critiche, e non va usato come soglia rigida.

Takeaway pratici

  • Programmare sul carico totale della giornata, non sulla specialità.
  • Doppista: più reattività e accelerazioni brevi, aerobico di supporto.
  • Singolarista: più capacità di ripetere gli sforzi e resistenza specifica.
  • Nei tornei con entrambe le specialità, la seduta atletica diventa di mantenimento o di recupero.
  • Senza dati di letteratura solidi sul doppio, i dati raccolti sul proprio atleta valgono più delle stime generiche.

FAQ

Il doppio è meno faticoso del singolare?

Spesso il carico metabolico per partita è inferiore, ma l'impegno reattivo e neuromuscolare può essere elevato. La risposta dipende da durata, livello e ruolo, e va verificata con RPE e frequenza cardiaca.

Un doppista deve fare lavoro aerobico?

Sì, in misura adeguata. La base aerobica favorisce il recupero tra i punti e tra le partite, anche se non è la priorità principale come nel singolare.

Come gestire singolare e doppio nello stesso giorno?

Si sommano i carichi con la session-RPE e si riduce o si elimina la seduta atletica aggiuntiva, privilegiando il recupero.

Riferimenti bibliografici

Voci verificate su PubMed, Crossref o Europe PMC. Il DOI o il link è quello della pagina aperta.

1. Kovacs M.S. Tennis physiology: training the competitive athlete. Sports Med, 2007; 37: 189-198. https://doi.org/10.2165/00007256-200737030-00001

2. Fernandez-Fernandez J., Sanz-Rivas D., Mendez-Villanueva A. A review of the activity profile and physiological demands of tennis match play. Strength Cond J, 2009; 31: 15-26. https://doi.org/10.1519/SSC.0b013e3181ada1cb

3. Fernandez J., Mendez-Villanueva A., Pluim B.M. Intensity of tennis match play. Br J Sports Med, 2006; 40: 387-391. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/16632566/

4. Armstrong C., Reid M., Beale C., Girard O. A comparison of match load between padel and singles and doubles tennis. Int J Sports Physiol Perform, 2023; 18: 512-522. https://doi.org/10.1123/ijspp.2022-0330

5. Foster C., Florhaug J.A., Franklin J., Gottschall L., Hrovatin L.A., Parker S., Doleshal P., Dodge C. A new approach to monitoring exercise training. J Strength Cond Res, 2001; 15: 109-115. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/11708692/

6. Gabbett T.J. The training-injury prevention paradox: should athletes be training smarter and harder? Br J Sports Med, 2016; 50: 273-280. https://doi.org/10.1136/bjsports-2015-095788

7. Impellizzeri F.M., Woodcock S., Coutts A.J., Fanchini M., McCall A., Vigotsky A.D. What role do chronic workloads play in the acute to chronic workload ratio? Time to dismiss ACWR and its underlying theory. Sports Med, 2021; 51: 581-592. https://doi.org/10.1007/s40279-020-01378-6

8. Kibler W.B., Press J., Sciascia A. The role of core stability in athletic function. Sports Med, 2006; 36: 189-198. https://doi.org/10.2165/00007256-200636030-00001

9. Pluim B.M., Jansen M.G.T., Williamson S., e coll. Physical demands of tennis across the different court surfaces, performance levels and sexes: a systematic review with meta-analysis. Sports Med, 2023.

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