Controllo posturale statico e dinamico

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Paolo Bartolucci
Due esercizi di controllo posturale: a sinistra, una persona, con indosso abbigliamento sportivo con il logo di Istituto ATS esegue un esercizio di bilanciamento su un trampolino, con le braccia allargate. A destra, la stessa persona sta in equilibrio su un disco instabile, tenendo una palla medica e piegandosi in avanti. Entrambi gli esercizi sono accompagnati dal testo "CONTROLLO POSTURALE STATICO E DINAMICO" e dal logo di Scienze Motorie
20 giugno 2022

Controllo posturale statico e dinamico

Il sistema nervoso centrale (SNC), composto dall’encefalo e dal midollo spinale è formato da miliardi di neuroni. Questo assemblaggio neuronale permette di regolare in modo inconscio l’ambiente interno, provare emozioni, controllare il movimento volontario, gestire gli assetti posturali involontari, percepire sia l’ambiente interno che quello esterno e apprendere impegnandosi in processi cognitivi complessi (memoria e pensiero). Il controllo della postura, di natura prevalentemente involontaria, è deputato al complesso del tronco encefalico che utilizza le informazioni provenienti dai recettori (C. L. Stanfield, 2012) per poter permettere all’apparato locomotore, nello specifico il sistema chinesiologico, di compiere le eventuali modifiche posturali da mettere in atto. sistema di controllo posturale Il controllo motorio, di natura prevalentemente volontaria, è deputato alla regione della corteccia motoria situata nel lobo frontale della stessa, dove vengono svolte tre principali attività:
  1. attività motoria volontaria
  2. abilità linguistica
  3. elaborazione del pensiero (L. Sherwood, 2012)
Sono due i principali sistemi di vie nervose che risultano essere coinvolte nella gestione delle attività motorie sopra descritte:
  • le vie extrapiramidali, per il controllo posturale, e
  • le vie piramidali per il controllo motorio volontario.
Tratti piramidali ed extrapiramidali Il SNC accoglie le afferenze in entrata grazie alla captazione recettoriale. I recettori sono proteine, o complessi proteici, che hanno la capacità di accogliere un determinato stimolo proveniente o dal mondo esterno (esterocettori) o dall’ambiente interno (propriocettori ed enterocettori). I recettori, in relazione alle funzioni dei vari sistemi, possono essere suddivisi in meccanocettori, chemiocettori, termocettori, nocicettori e fotocettori. Tali recettori possono essere ulteriormente suddivisi, in base alla velocità di adattamento e rilevamento dello stimolo, in fasici (rapido adattamento) e tonici (lento adattamento).

Controllo posturale statico e dinamico. Ambito posturologico, chinesiologico e anatomo-funzionale

In ambito posturologico, chinesiologico e anatomo-funzionale ci sono strutture anatomiche che vengono considerate complessi recettoriali, queste strutture sono il piede, che viene considerato organo di senso, data la quantità di recettori di cui è dotato, e organo di moto per la sua duplice funzione antigravitaria e propulsiva (Raimondi, 2006), e l’apparato stomatognatico che seppur non direttamente collegato nella regolazione del sistema tonico posturale, le sue alterazioni possono essere particolarmente destabilizzanti per il sistema visto il collegamento diretto con l’insieme muscolare (Bricot, 1999). Rappresentazione ciclica del piede Sono strutture assai complesse, ma è proprio questa caratteristica che le rende in grado di influenzare gli altri sistemi e strutture. Le informazioni captate dai recettori e dai complessi recettoriali viaggiano attraverso i neuroni che portano le informazioni alle aree della corteccia deputate all’integrazione delle informazioni acquisite. Ogni recettore, se alterato nelle sue fisiologiche funzioni, può scatenare una serie di compensi in tutte le altre strutture.

Aree somatosensoriali

Le aree somatosensoriali della corteccia sono localizzate nella regione della stessa, definita lobo parietale. Nello specifico, per le tematiche trattate nel testo in causa, prenderemo in considerazione solamente alcuni dei recettori sopra elencati. Tra i recettori o quelli che possono essere considerati i più significativi citiamo:
  • I meccanocettori intrarticolari;
  • I fusi neuromuscolari e gli organi tendinei del Golgi;
  • Il complesso vestibolare;
  • Il recettore visivo;
  • I recettori cutanei.
Mappe somatotopiche Le informazioni acquisite dei sopra citati recettori vengono elaborate dal SNC per decidere quale azione mettere in atto sia per il mantenimento dell’assetto posturale che per l’esecuzione del movimento verso l’obiettivo prefisso. Gli organi deputati a tale espletazione sono i muscoli. L’azione tonica di reclutamento muscolare fa riferimento principalmente a tutti quei muscoli che possono essere considerati degli “stabilizzatori attivi” dell’intero apparato locomotore. La muscolatura stabilizzatrice è quella reclutata a livello delle vie extrapiramidali. I tratti extrapiramidali esercitano la propria funzione principalmente sull’azione dei muscoli del tronco, del collo e delle regioni prossimali degli arti nella gestione della postura.

Azione fasica di reclutamento muscolare

L’azione fasica di reclutamento muscolare fa invece riferimento principalmente a tutti quei muscoli che risultano essere maggiormente coinvolti nelle dinamiche rapide di un gesto o di un’azione. Le vie nervose coinvolte in tale reclutamento sono quelle relative ai tratti piramidali. Mentre la muscolatura tonica controlla e stabilizza un distretto del corpo, la muscolatura fasica esegue un gesto più o meno rapido. Durante il movimento, il sistema tonico, interviene per preparare, stabilizzare e per permettere un avviamento motorio. Aiuta il lavoro delle fibre fasiche durante lo sforzo. Non si può avere movimento fasico senza la messa in gioco preliminare e simultanea del sistema tonico (Bricot,1999). Un esempio può essere il lancio di una palla, o il calcio a un pallone. Quando la muscolatura del rachide e del core stabilizzano la parte centrale del corpo e la colonna stessa (reclutamento tonico) la muscolatura degli arti superiore o inferiori permette al segmento in causa di eseguire un colpo o un lancio. Il corpo si muove nello spazio e nel tempo grazie a una sequenza di reclutamento muscolare che, in relazione alle esigenze contestuali, viene attivata permettendo allo stesso di raggiungere l’obiettivo prefissato. Il mantenimento della stazione eretta, così come un movimento più o meno complesso, si espleta grazie all’attivazione delle catene muscolari. Le catene muscolari possono essere considerate, secondo Busquet, dei circuiti di continuità di direzione e di piano attraverso i quali si propagano le forze organizzatrici del corpo.

Controllo posturale statico e dinamico

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