The 5 World Explorers, una famiglia, padre, madre e tre figli, che ha deciso di trascorrere un anno esplorando Paesi in tutto il mondo

Ci siamo incontrati undici anni fa circa perché io facevo l’agente immobiliare a Firenze e gli ho fatto vedere una casa. Da lì ci siamo rincontrati, siamo usciti per un aperitivo e non ci siamo più lasciati. Dopo pochissimo tempo abbiamo avuto il nostro primo figlio e subito dopo abbiamo deciso, così per scherzo, di andare a vivere in America.

Siamo stati lì otto anni poi un giorno siamo andati a fare un viaggio in Thailandia perché lui andava a fare un corso e siamo andati anche noi e mentre eravamo a fare questo viaggio siamo andati un giorno a fare una gita in auto insieme e loro hanno detto “a noi piacerebbe vedere di più, altre cose”. Allora lui ha detto “vendiamo tutto e andiamo in giro per il mondo”.  Detto e fatto.

Giacomo Catalani:
“Quale è stato il tuo percorso?”

Massimiliano De Santi:

“Mi sto rendendo conto che tutte queste esperienze con la mia famiglia mi hanno aiutato tantissimo in questo percorso. È una cosa fondamentale perché mi sono reso conto negli anni che tante persone si sviluppano ma solo individualmente, invece io penso di essere potuto arrivare a questo livello perché loro mi hanno aiutato. Senza Sarah e i bambini non avrei potuto fare quello che ho fatto e mi continuano a supportare, una cosa bellissima.

Io ho cominciato a 14 anni, senza sapere niente, a fare volontariato nelle piscine del comune di Firenze, a lavorare con bambini disabili. A quel tempo mi sono reso conto che questi bambini hanno un qualcosa in più hanno, ti danno tantissimo e quando sono felici è come se si aprisse qualcosa e la felicità entra dentro il tuo cuore. Da lì mi sono appassionato e ho cominciato a fare l’isef .

Lì ho conosciuti Nicola Notari. Lui aveva aperto questo centro che era chiamato il gioco liberatorio per i bambini. Aveva sviluppato questa palestra dove i bambini potevano andare dentro e nella sua visione entravano in palestra ma non erano palestra, era praticamente una foresta come la chiamava lui. Facevano tutto ciò che volevano, non c’era né limitazioni né condizionamenti. Si dovevano esprimere completamente e vedere bambini autistici insieme a bambini che si possono definire normali che si esprimevano nello stesso modo in palestra era affascinante ed emozionante.

Se noi osserviamo i bambini a un certo punto cominciano a fare dei movimenti e delle azioni o delle interazioni anche con noi dove noi osserviamo che comunque si muovono in modo libero e dinamico ed è bellissimo.  Lui aveva trovato questa combinazione e non c’era nessun tipo di costruzione mentale e quindi bambini lì dentro tornavano alla natura primordiale. Era impressionante vedere questo cambiamento quindi anche i bambini con problematiche diventavano normali.

Da quella esperienza ho trovato la motivazione principale per finire Scienze Motorie e per poi approcciarmi anche ad altre aspetti del benessere del corpo, in particolare studiando Osteopatia.”

Giacomo Catalani:
“Come e dove ti sei formato?”

Massimiliano De Santi:

“All’inizio abbiamo viaggiato in Italia andando a bologna dal miur, a Roma la scuola di medicina cinese e poi da lì ho visto che avevo bisogno di spaziare per capire di più da dove venivano le problematiche. Allora ha cominciato a uscire dall’Italia. Il primo viaggio che ho fatto è stato in Thailandia dove ho trovato questa persona che lavorava a livello più di massaggio e di scambio energetico e mi ha dato la prima “iniezione” di energia. Da lì è stata un’escalation, sono andato tre volte in Cina in tre periodi diversi e ho scoperto quello che poi è diventata la mia passione e il mio lavoro.”

Giacomo Catalani:
“Quale è il tuo approccio al movimento?”

Massimiliano De Santi:

“Il movimento è la cosa principale ed è un problema che vediamo con gli anziani, infatti se guardi la differenza, se metti a confronto un anziano e un bambino ti accorgi subito che il bambino è morbidissimo, anche proprio la pelle è come se fosse paffuta. È fantastico e si muove, si snoda perché è come che dovremmo essere.

 L’’anziano invece è sempre più duro e rigido perché si pensa che tipo dopo 50 /60 anni si debba andare in pensione e non fare più niente. Invece no, può essere diverso. Ho conosciuto persone, purtroppo solo in asia e in Nepal o in Tibet o in Thailandia, che anche a 90 o 100 anni si piegano su se stesse tranquillamente, sono morbide perché hanno capito che non solo la mente deve essere fluida ma anche il corpo deve essere fluido.”

Giacomo Catalani:
“Visto che non ti fermi mai, quale sarà la tua prossima evoluzione?”

Massimiliano De Santi:

“L’evoluzione è riuscire a far vedere alle persone che è possibile, ad aprire la possibilità. Quello è secondo me il massimo che una persona può aspirare per aiutare un’altra persona. Parlando le parole rimangano nell’aria, ma facendola l’azione è diverso.

Questo che facciamo con The 5 World Explorers secondo me è importante perché è nato così, per scherzo. Doveva essere solo un’esperienza di pochi mesi e ora non è più solo un’esperienza, è uno stile di vita. L’abbiamo fatto con i bambini proprio perché vogliamo distruggere il sistema di credenza che “questo non si può fare” o “è troppo dispendioso”.  

 

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