Paolo Bartolucci, Laureato in Scienze Motorie, Specialista in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate presso l’Università degli Studi dell’Aquila.

PERCORSO:
Paolo Bartolucci ha intrapreso il suo percorso nelle Scienze Motorie per passione verso lo sport. Ha iniziato a partire dai 6 anni provando con lo sci e il nuoto, scoprendo di essere abbastanza portato per le attività motorie.

Grazie al tipo di percorso avviato alla scuola media, che prestava particolare attenzione allo sport, scelse di fare attività nell’Atletica Leggera, grazie anche alla professoressa Concetta Abbassorio, formatasi presso l’ISEF, che lo ha spronato a seguire il percorso sportivo.

Paolo Bartolucci ha dunque praticato l’Atletica Leggera per molti anni, racconta di come lo sport gli abbia dato tanto anche a livello caratteriale, trasmettendogli il senso dell’agonismo e della caparbietà, soprattutto perché nell’Atletica Leggera si è costantemente in sfida con se stessi.

Una volta terminati gli studi nelle scuole superiori Paolo aveva già le idee molto chiare, era infatti affascinato da tutti gli aspetti del corpo umano, sia per quanto riguarda la medicina che le attività motorie in generale. Scelse così il percorso di formazione nelle Scienze Motorie all’Aquila, dove viveva.

Qualche tempo dopo tuttavia Bartolucci, per questioni personali, è costretto ad abbondonare gli studi scegliendo di iniziare a lavorare per un’azienda nella costa dell’Abruzzo. L’azienda in questione nelle procedure lavorative aveva delle affinità con l’economia, così Bartolucci fa richiesta per la rinuncia agli studi nelle Scienze Motorie e si iscrive all’Università di Economia e Management nell’università D’Annunzio di Pescara.

L’anno dopo si trasferisce a Roma per effettuare un concorso tramite un’azienda privata sempre attinente alle materie economiche, accorgendosi però che non stava facendo ciò che amava di più, così una notte si sveglia in preda al panico e decide di voler riprendere in mano a tutti i costi il suo sogno. A quel punto Paolo decide di trasferirsi nuovamente nella sua città e in pochi mesi si iscrive per la seconda volta all’Università dell’Aquila di Scienze Motorie ripartendo dal primo anno, concludendo però il percorso nel giro di tre anni.

In seguito ha effettuato i due anni di specializzazione nelle Attività Motorie Preventive Adattate, che sono anche le tematiche principali del lavoro che svolge attualmente.

Giacomo Catalani:
“Cos’è l’Esercizio Funzionale?”

Paolo Bartolucci:

“In prima battuta devo dire che il progetto dell’esercizio funzionale nasce sicuramente dalle esperienze professionali quindi da quello che sostanzialmente si vede tutti i giorni, professionalmente parlando, ma anche da tutto quello che è nato a livello accademico. Il continuo aggiornarsi, confrontarsi, fare studi, provare e ricercare in qualche modo sempre un’ottimizzazione maggiore di quello che è il proprio operato professionale ha portato al concepimento del progetto di Esercizio Funzionale.

Le prime domande che ci siamo posti sono correlate a quello che facciamo professionalmente con il focus sul soggetto in causa cioè se il soggetto che riceve è parte centrale di un progetto allenante, se ha le condizioni morfo strutturali, funzionali e cognitive per poter svolgere un determinato compito motorio. Abbiamo fatto le stesse domande guardandolo invece dal punto di vista dell’operatore, indipendentemente dalle aree di competenza.

Esercizio Funzionale rappresenta il Metodo Scientifico di programmazione delle sessioni allenanti volte a ottimizzare la biomeccanica del movimento e massimizzare la Performance. Attraverso una precisa sequenza di attivazione fisiologica, neurologica, articolare e muscolare s’induce la persona a migliorare il proprio stato di salute e l’esecuzione dei gesti motori.

Il concetto di funzionalità è estremamente versatile. Il progetto di costruzione è proprio quello di dare la possibilità di avere un metodo di approccio e di analisi e non solo di un esercizio, ovvero reinterpretare il concetto di funzionalità. Questa idea si basa proprio su un progetto di analisi che parte dal soggetto per la valutazione per rilevare i parametri morfostrutturali e antropometrici del soggetto stesso ma anche cognitivi.”

Giacomo Catalani:
“Come proponi il servizio di Esercizio Correttivo?”

Paolo Bartolucci:

“In tutte le attività che svolgiamo quindi tutto quello che viene fatto sia nelle attività inerenti alle attività motore correttive, compensative o adattate ma anche nella preparazione atletica, nelle attività motorie preventive ma anche nel post trauma post intervento, post processo riabilitativo…in tutte queste attività c’è un fattore comune che è la valutazione. Nessuna attività viene programmata se non partendo da una valutazione.

La batteria di test viene gestita in relazione al tipo di attività. Se si parla di un bambino ci saranno una serie di test che vengono effettuati nelle attività motorie correttive. Se c’è l’atleta ci saranno un’altra selezione di batteria di test. Se c’è la necessità di un rientro in campo nel post intervento ci sarà sicuramente un’analisi anche del meccanismo traumatologico in cui in cui è in corso il soggetto, quelli che l’ha portato alla lesione e da lì oltre alla programmazione generale un modello di prestazione delle attività.

Il fattore comune per la programmazione è sempre la valutazione.”

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