Giovanni Stefania è laureato in Scienze Motorie, Specialista in Valutazione Posturale e Biomeccanica

PERCORSO:
Giovanni Stefania ha iniziato il suo percorso già dal quarto anno di studi alla scuola superiore dove in quel periodo si è appassionato fortemente allo sport del Triathlon che stava già praticando e che lo incuriosiva in riferimento agli aspetti di come reagisce il corpo quando è in movimento. Visionando l’esperienza di Stefano Baldini con grande interesse, iniziò a chiedersi come poteva essere possibile svolgere una maratona nel giro di due ore.

Con le idee molto chiare, a seguito del percorso scolastico, si iscrive alla Facoltà di Scienze Motorie di Pisa ed in contemporanea inizia subito ad entrare nel mondo del lavoro. Inizia come primo cosa a svolgere un tirocinio in piscina, che una volta terminato diventa il suo lavoro. In seguito è passato a svolgere corsi di atletica per bambini, corsi fitness per un pubblico femminile, accettando di lavorare su qualsiasi settore sportivo gli veniva proposto.

Una volta terminati gli studi, a Stefania, che continua ad appassionarsi all’aspetto funzionale, viene proposto di andare a lavorare in un nuovo centro di valutazione funzionale rivolto al ciclista, nel quale era coinvolto anche il ciclista Michele Bartoli. Esattamente il giorno dopo la laurea Stefania fa il colloquio di lavoro per questa nuova proposta.

Una volta terminata la triennale, Stefania si iscrive alla specialistica per studiare Attività Preventiva Adattata, che è stata utile nel suo lavoro proprio per adattare il tipo di attività in base alla persona che si ha di fronte, ad esempio si tratta di saper adattare una bicicletta in base alla fisicità, alle esigenze e al modo di pedalare.

 

Giacomo:
“Come è stata la tua esperienza a Shenzen?”

Giovanni Stefania:

“Sono sempre stato affascinato da questa medicina orientale perchè in qualche modo credo che è qui che i testi sacri sul movimento siano stati scritti. I primi giorni ero assolutamente solo, sono arrivato qualche giorno infatti, e quindi ho iniziato a vedere quello che c’era intorno a questa cultura e ho visto che c’è una cultura del movimento enorme, nonostante siano cambiati i tempi rispetto a quello che era il progetto originario della cultura cinese.

C’è più prevenzione in quello che si fa, la gente si prende più cura di sè stessa. Quando siete arrivati anche voi finalmente ho conosciuto Costantino che è il maestro italiano e il suo maestro, Zhou. È stata un’esperienza forte perché comunque lì per lì ero un pochino disorientato. All’università ho seguito un corso di medicina cinese e lì per lì mi aveva affascinato tantissimo poi dopo mi erano venuti molti dubbi pur avendo iniziato a studiare osteopatia.

Per me venire in Cina è stato come dare un’altra opportunità e questa volta le mie aspettative sono state convinte, sono state molto più convincenti perché ho visto quella cosa particolare questa energia di cui loro parlano. Posso dire che esiste e mi rendo conto che se faccio il mio lavoro in una certa maniera riesco a dare alle persone in un certo modo se non lo faccio è tutto diverso e peggiore.”

Giacomo:
“Quale impatto ha avuto questa esperienza?”

Giovanni Stefania:

“Quando giro il mondo mi piace molto capire cosa succede a livello delle scienze motorie nel mondo. La cosa che ho visto qui è il movimento la mattina nei parchi e che le persone fanno sport tutti e non lo fanno per una funzione principalmente estetica ma lo fanno proprio per loro, perché la maggior parte di persone che fanno sport sono anziani e quindi è bellissimo vedere la mattina il qi  kong nei parchi, al semaforo, in una piazzetta o sotto d’albergo.

Qui le persone cercano di tenere sempre la catena posteriore molto allungata perché probabilmente alcuni movimenti del ciclo, che magari approfondirò in futuro, richiedono un’elevata mobilità articolare quindi gli piace mantenersi mobili da questo punto di vista.

Noi professionisti sappiamo benissimo e diamo per scontato che la flessibilità è una capacità che si può allenare a qualsiasi età ma se ne parli in Italia l’anziano medio ti dice “io ormai sono vecchio, non posso più farlo”.

È difficile ad oggi capire che ciò che arriva dalle nostre parti è sicuramente un riflesso molto lontano della medicina tradizionale cinese che è completamente diversa proprio nell’aspetto anche del trattamento stesso; per esempio una cosa che possiamo dire è che durante i trattamenti è molto comune stare in mezzo a tre persone mentre da noi in studio di solito sei tu e il medico solamente. C’è una prassi completamente diversa”

 

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