Donatella Polvara, Biologa Nutrizionista, Analista di laboratorio e Autrice del Libro Alimentazione in Ambiente Estremo – L’alta quota e l’ambiente polare.

PERCORSO:

Donatella Polvara è nata e cresciuta a Lecco, è biologa, analista di laboratorio e nutrizionista. Da anni si occupa di Alimentazione, seguendo corsi e conferenze in materia, è socio ordinario del CAI e membro interno del Comitato Scientifico del CAI Lombardia. Nel 2013 ha collaborato per la preparazione dei viveri con il progetto “Deep stop Lario 220”, per il record del mondo di permanenza sott’acqua di Danilo Bernasconi, a Faggeto Lario. Nel 2016 ha collaborato nella preparazione dei viveri, per l’impresa Manaslu 8163 mt. di Danilo Callegari. Nel 2017 ha dato consigli per le strategie di integrazione ai Ragni di Lecco, Luca Schiera e Paolo Marazzi, impegnati in Patagonia.

Donatella Polvara negli anni ha organizzato serate a tema sull’alimentazione in ambiente estremo con la collaborazione di Alpinisti e Recordman, con il patrocinio dei Ragni di Lecco e del CAI. Ha scritto articoli inerenti la nutrizione per Montagnatv, per Orobie e per altre riviste che trattano il tema della montagna. Da diversi anni si dedica con particolare interesse all’alimentazione in ambiente estremo.

Ama viaggiare: ha percorso con gli sci da fondo vari tratti della Lapponia, ha visitato il Marocco, spingendosi fino ai confini con il Deserto del Sahara, ha percorso a piedi alcuni tratti della Death Valley e del Grand Canyon. In queste occasioni ha approfondito le sue conoscenze sulle tradizioni alimentari dei popoli che vivono negli ambienti più estremi del pianeta. La passione per la montagna, per lo sci in tutte le sue forme e per il trekking, la portano a scrivere questo libro, un connubio fra il racconto di imprese e i consigli nutrizionali utili per chi volesse affrontare gli ambienti estremi.

Donatella Polvara si è occupata praticamente da sempre di tutto ciò che riguarda il benessere della persona con un approccio olistico di base. Durante il suo percorso ha voluto inserire nella sua professionalità alcune delle sue principali passioni come quella per i viaggi e quella per la montagna. Donatella è così diventata una specialista dell’alimentazione in condizioni in estreme che l’ha portata a lavorare con grandissimi atleti in grado di ottenere record mondiali e compiere delle imprese straordinarie.

Giacomo Catalani:
“Qual è l’aspetto degli atleti con cui hai lavorato che ti ha colpito maggiormente?”

Donatella Polvara:

“La prima cosa che mi colpisce sempre delle persone con cui ho lavorato è la voglia e la determinazione straordinaria di queste persone nel raggiungere il loro obiettivo. La preparazione per andare alla ricerca dei propri sogni è sempre un progetto costruito su solide basi, preparato meticolosamente e con grande attenzione a tutti gli aspetti che possono determinarne il raggiungimento.

L’alimentazione in questo senso è una parte che può fare la differenza, sia nella fase di allenamento per mantenere il livello di performance fisica ad alto livello, sia durante le prove vere e proprie. Durante le loro imprese è affascinante scoprire la forza di volontà di queste persone che riescono ad andare oltre il desiderio di alimentarsi perché hanno la necessità di razionare il cibo che hanno nello zaino per completare il loro percorso.”

Giacomo Catalani:
“Come si prepara e si gestisce la preparazione di queste grandi imprese?”

Donatella Polvara:

“Il nutrizionista deve entrare in sintonia completa con l’atleta perché la condivisione con l’atleta del regime alimentare è fondamentale per ottenere i risultati che si ricerca. Conoscere l’atleta, sia dal punto di vista mentale che dal punto di vista strettamente metabolico, è la prima cosa che un nutrizionista deve assicurarsi di fare.

Ogni persona è diversa ed ha necessità diverse. In questo genere di atleti questo aspetto è ancora più accentuato ed quindi maggiormente importante che i professionisti che lavorano per fargli ottenere il massimo siano il più possibile consapevoli di tutte le caratteristiche, non solo atletiche. Per fare un esempio, se un atleta non è abituato a fare colazione al mattino io non obbligo a cambiare le sue abitudini ma cerca una soluzione alternativa che possa ottenere il risultato necessario, in questo caso un apporto di energia sufficiente a iniziare bene la giornata, senza toccare le routine principali.

Giacomo Catalani:
“Quali sono gli aspetti più particolari dell’alimentazione a temperature molto basse?”

Donatella Polvara:

“A -70° gli eschimesi mangiano cibi grassi, con alto contenuto calorico, e questo senza avere problemi di colesterolo, a differenza degli americani: ciò avviene perché la temperatura in cui vivono mette il loro corpo nelle condizioni di dover bruciare, nell’immediato, qualsiasi tipo di grasso per mantenere calore.

A partire dai 3-4mila metri si consuma parecchio, ma il fisico non è in grado di nutrirsi in maniera adeguata. Sono da eliminare i grassi, che non facilitano il corpo nella digestione, contando soprattutto sui carboidrati (cibi che si assimilano velocemente) e proteine; per i meno allenati, è necessario che la preparazione avvenga almeno due mesi prima: un’alimentazione corretta permette infatti ai meno esperti di prevenire il mal di montagna.

Giacomo Catalani:
“Come si prepara lo zaino per avventure estreme?”

Donatella Polvara:

“Per prima cosa bisogna dire che oggi sappiamo che una persona più è allenata e meno consuma. Questo significa che possiamo abbandonare il concetto legato al rapporto tra il metabolismo e le chilocalorie. è importante invece calcolare il peso che possiamo sostenere e quindi quanti alimenti possiamo portare con noi. Per questo ho fatto molte ricerche per capire quali sono delle possibili soluzioni che possano avere molte calorie in poco peso. È infatti utile puntare su cibi altamente calorici o proteici con basso peso come ad esempio il pemmican, una galletta di carne essiccata, utilizzata per la prima volta dai nativi americani negli anni ’30, che può raggiungere le 1000 kcal per 100 grammi.

Il cibo liofilizzato oggi da una grossa mano perché permette di portare cibo altamente calorico in pochissimo spazio e peso e soprattutto che non ha il problema del congelamento, fondamentale per le prestazioni a temperature basse. In questo senso la preparazione alimentare è fondamentale perché quasi sempre, durante queste imprese, è impossibile anche solo avvicinarsi a un tipo di alimentazione “normale”.”

Giacomo Catalani:
“Vuoi parlarci del tuo libro “Alimentazione in ambiente estremo”??”

Donatella Polvara:

“Dopo tante esperienze ed aver fatto mie tante competenze ho sentito la necessità di scrivere un libro in cui poter parlare dei segreti e delle abitudini di alcuni avventurieri che hanno vissuto le condizioni estreme dell’alta quota e dell’ambiente polare, calcolando il proprio fabbisogno, i pro e contro del cibo e dell’integrazione alimentare.

Questo saggio è un viaggio nella storia, con la convinzione che ogni luogo della terra offra tutti i cibi validi, per permettere all’uomo di sopravvivere ed insediarsi. Dalle tradizioni alimentari si sono tratti i principi validi per supportare il corpo durante le esplorazioni in questi stessi ambienti. L’accurato studio della tipologia dei viveri utilizzati dagli esploratori del passato, nelle diverse imprese, ha permesso di affermare che, solo con le scorte di cibo adeguate, si poteva far ritorno a casa. Oggigiorno i tempi sono cambiati, ma resta il fatto che la preparazione dei viveri sia un punto cardine per la realizzazione di un’impresa in tutta sicurezza.

 

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