Stili e strategie di insegnamento

Di:   RobertoBenis  |  2 Novembre 2020

La scuola è il contesto educativo principale per l’apprendimento delle competenze, per lo sviluppo dell’autonomia individuale e delle relazioni interpersonali e per la promozione dello stile di vita.

L’insegnante di educazione motoria non solo promuove la salute ma contribuisce al processo educativo della persona, ha infatti il compito di migliorare l’apprendimento degli allievi coinvolgendo la totalità della persona. Studi e ricerche hanno più volte confermato che l’educazione fisica, presente in tutti i gradi d’istruzione, è un ambito curriculare fondamentale perché le esperienze compiute attraverso il corpo con il movimento svolgono un’azione di promozione per lo sviluppo di capacità, abilità, conoscenze e motivazione della persona.

L’insegnamento avviene tramite una sequenza di decisioni atte a: pianificare (prima), a eseguire (durante) e a valutare (dopo) la didattica. Durante questo momento, che abbia prevalenza l’insegnante o l’alunno, è necessario che ci sia la combinazione delle due figure per poter creare una modalità d’interazione contribuendo positivamente alla qualità della didattica.

Avendo chiarito il ruolo formativo fondamentale dell’educazione fisica e delle attività motorie, si da atto al prezioso contributo rappresentato dal lavoro di Mosston e Ashworth i quali descrivono come gli Stili di insegnamento siano necessari a promuovere l’apprendimento e lo sviluppo e possano aiutare l’insegnante a favorire un ambiente che fornisca agli allievi esperienze educative e di qualità.

L’insegnante, anche in base alle proprie caratteristiche, ha uno stile che più gli addice ma deve avere un atteggiamento di apertura sperimentandone altri, deve essere anche flessibile, capace di cambiarlo per agire diversamente secondo gli obiettivi, la situazione, la personalità di chi ha di fronte e il contesto.

Mosston e Ashworth hanno individuato 10 stili di insegnamento “Spectrum of Teaching Style” raggruppati in due grandi categorie:

  • 5 di riproduzione (agiscono prevalentemente sulle aree: fisica sociale ed emozionale)
  • 5 di produzione o scoperta (sollecitano funzioni cognitive)

Gli stili d’insegnamento comprendono e delineano i contesti in cui gli allievi possono riprodurre (imitando o ripetendo) e produrre (scoprendo rielaborando e creando) abilità motorie e conoscenze.

Secondo questo “spettro” non esiste uno stile migliore o più efficace, ma ciascuno ha una sua struttura che lo rende appropriato ad una certa situazione.

Sono seguiti diversi studi di validazione di questo modello, i primi negli anni 70 che per problemi di metodo non ne confermarono la validità. Con il tempo, superata questa difficoltà, è stata confermata l’efficacia degli stili di produzione e la carenza degli stili di produzione.

Lo stile a comando viene usato in situazioni che potrebbero essere potenzialmente pericolose oppure in contesti dove l’imitazione è un fattore determinante. Il gruppo esegue il compito contemporaneamente e secondo la tipologia del compito, numero di ripetizioni, intervalli, attrezzi e spazi scelti preventivamente dall’insegnante.

Lo stile della pratica: dopo che l’insegnante ha presentato un compito, gli allievi liberamente provano e si esercitano. L’insegnante definisce i compiti motori, durata ed intensità e comunica i feedback agli allievi che autonomamente eseguono le proposte secondo un ritmo personale.

Lo stile per reciprocità: l’insegnante spiega il compito e gli allievi lavorano in coppia aiutandosi e alternandosi nell’osservazione reciproca e nella comunicazione dei feedback. Questo stile risulta particolarmente valido quando: l’abilità da imparare è complessa, il gruppo è numeroso, si vogliono migliorare o ampliare le relazioni tra compagni.

Lo stile di individualizzazione di obiettivi per uno stesso compito: L’insegnante stabilisce le abilità/criterio dell’esecuzione motoria mentre gli allievi eseguono autonomamente e controllano la propria performance con i criteri predefiniti scegliendo a quale livello praticare l’attività richiesta dall’insegnante e successivamente quando passare ad un livello superiore.

Riconoscendo il lavoro fatto da Mosston e Ashworth, altri autori hanno ampliato il significato educativo della parola “stile” considerando anche il clima di gestione di conduzione della classe inteso come modo di porsi, modalità di organizzazione che sollecita la collaborazione, sostegno e incoraggiamento

Lo stile di insegnamento riguarda l’aspetto decisionale e l’assunzione di responsabilità nella connotazione dello stile del docente. Randall e Rink 2002 definiscono questi aspetti dell’insegnamento: INSEGNAMENTO DIRETTIVO e INSEGNAMENTO NON DIRETTIVO mentre Siedentop e Tannehill (2000) ampliano la definizione di stile di insegnamento: DIDATTICA MEDIATA DAL DOCENTE e DIDATTICA MEDIATA DALL’ALLIEVO.

Nell’insegnamento direttivo: l’insegnante controlla sempre il gruppo e dirige l’attività che si svolge con il massimo controllo. Questo modello non spinge al raggiungimento di una propria autonomia e può determinare un basso livello di consapevolezza.

Nell’insegnamento non direttivo: l’insegnante propone un’attività, ma sono gli alunni che scoprono autonomamente le conoscenze e con la guida dell’insegnante fanno esperienze adeguate ai diversi stati evolutivi raggiunti.

In questi due modi di didattica di insegnamento si collocano i 10 stili proposti da Mosston e Ashworth, mentre Rink introduce il concetto di strategia didattica: modo in cui l’insegnante organizza l’ambiente di apprendimento:

  • nella scelta dei contenuti (per i diversi livelli di abilità è necessario tenere conto anche di questo aspetto)
  • presentazione dei compiti (l’allievo deve conoscere l’intero compito che gli viene assegnato e condividere il progetto disciplinare)
  • la progressione delle attività (l’allievo ha il diritto di capire quando è passato da un livello ad un altro)
  • il feedback e la valutazione (l’allievo deve conoscere i criteri di valutazione e sperimentare più strumenti di verifica)

Le strategie di insegnamento sono uno degli elementi che definiscono uno stile e la scelta di quale utilizzare a seconda del contesto e degli allievi

INSEGNAMENTO INTERATTIVO (Interactive Teaching) corrisponde allo stile della pratica di Mosston e Ashworth.

INSEGNAMENTO A STAZIONI (Station Teaching) consiste nell’affrontare più attività nella stessa lezione utilizzando adeguatamente spazio e attrezzi.

INSEGNAMENTO FRA COMPAGNI (Peer Teaching) mentre l’insegnante spiega il compito, gli allievi lavorano in coppia.

APPRENDIMENTO COOPERATIVO (Cooperative Learning), strategia di insegnamento che necessita di preparazione dei gruppi di lavoro in cui ogni componente ha un preciso compito e in cui il gruppo rivede rifinisce e perfeziona il compito stesso.

STRATEGIE COGNITIVE (Cognitive Strategies) particolarmente efficaci con i bambini. Lo stimolo parte da una proposta e l’allievo elabora autonomamente le risposte

LIBERA ESPLORAZIONE in cui i protagonisti sono gli allievi e liberamente ricercano esperienze motorie,

SCOPERTA GUIDATA in maniera autonoma, gli allievi posti davanti ad un problema devono scoprire le procedure per la risoluzione.

AUTO APPRENDIMENTO (Self -Instructional Strategy) che necessita di un importante lavoro di preparazione strutturando sequenze dettagliate di livelli di apprendimento, preparando materiali per il compito e schede di valuitazione.

INSEGNAMENTO IN TEAM (Team Teaching) in presenza di più insegnanti che positivamente costituiscano un team e non un’alternanza di ruoli.

I contributi fornitici da questi ricercatori sicuramente sono molto importanti ma sicuramente non si possono fermare a quanto finora proposto

Le direzioni della ricerca futura in questo ambito dovrebbero procedere in direzioni complementari con una formazione continua per gli insegnanti, con esperienze di collaborazione anche di insegnanti di altre discipline e collaborazione di istituti di ricerca per essere al passo coi tempi.

 

Riferimenti:

Bortoli L. (2004) Insegnare e apprrendere in educazione fisica: problemi e prospettive (pp.155-185) Armando Editore-Roma