Avvocato Vittorio Martinelli
Una serie di contenuti che offrono a studenti e laureati in Scienze Motorie informazioni di alto valore, spendibili in ambito lavorativo. L’Avvocato Vittorio Martinelli illustra con parole molto chiare i passi da seguire per proteggere i clienti e il proprio operato.

Come deve gestire i Consigli Alimentari il Laureato in Scienze Motorie.

Il professionista laureato in Scienze Motorie lavora a stretto contatto con il proprio cliente, in sessioni di allenamento che prevedono attività volte al miglioramento delle performance e del benessere fisico del soggetto. E’ questo il motivo per cui si troverà spesso di fronte a domande e richieste di pareri o chiarimenti in merito all’alimentazione. Qual è il tipo di regime alimentare ideale o quali sono nello specifico i cibi consigliati? Queste domande sono legate alla tipologia di training che il cliente sta sostenendo, considerando ovviamente l’importanza degli obiettivi che l’esercizio fisico si pone: l’alimentazione ricopre un ruolo molto importante nel raggiungimento dei risultati auspicati.

Detto ciò, come si deve comportare un Dottore in Scienze Motorie di fronte a richieste di questo tipo da parte dei clienti? Quali sono i confini entro cui si può muovere, in materia di alimentazione e dieta?

Partiamo innanzitutto ricordandoci che il Dottore in Scienze Motorie non è un soggetto iscritto all’albo delle discipline medico-sanitarie, per cui è importante fare molta attenzione, in quanto la normativa vigente è molto chiara in materia. Secondo il diritto, la prescrizione di una dieta è riservata a tre figure, ognuna limitatamente al proprio ambito lavorativo: dietologi, dietisti e nutrizionisti. La dieta intesa come prescrizione medica è riservata specificatamente alla figura del dietologo, in quanto laureato in medicina e specializzato in Scienze dell’Alimentazione.

Un libero professionista laureato in Scienze Motorie può comunque dare consigli generici circa gli alimenti che sono raccomandati, in base al tipo di allenamento fisico che il cliente sta svolgendo, può suggerire quali sono i cibi da preferire e quelli che è meglio evitare, astenendosi sempre dal prescrivere diete, regimi alimentari, pasti specifici e dosi da assumere.  E’ sempre cosa buona fare attenzione a non oltrepassare i limiti che il nostro titolo professionale ci impone, poiché il rischio che si corre dal punto di vista legale è quello di esercitare abusivamente una professione per cui è richiesta una specifica abilitazione da parte dello Stato Italiano, e si può anche andare incontro a una sanzione penale.